Sul Palmo di Arête | Sara Marioli Solo Show | January 19 – February 19, 2019

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SUL PALMO DI ARÊTE

A cura di Uno a Uno Project, la prima personale di Sara Marioli, allestita all’interno degli spazi di Villa Borromeo, Viggiù (VA).

 

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OPENING : 19 Gennaio 2019, ore 17:00

(Facebook Event)
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Un sottile strato di terra rosea si estende sulla pavimentazione di una delle stanze di Villa Borromeo (Viggiù), celandone le ricche decorazioni neoclassiche. Cinque sculture circolari sono state fatte scivolare dall’artista su quella stessa terra – impiegata nella fusione dei metalli – per lasciare impresso, con il loro movimento, un messaggio universale, eco di un discorso di crescita e superamento interiore. Con l’opera Spiritualità (2014), ha inizio il percorso espositivo della prima personale di Sara Marioli (Varese, 1993), illuminato dalla luce lieve del giorno che entra dalle vetrate del chiostro.
Sul Palmo di Arête, si sviluppa nelle tre sale al pianterreno della villa ottocentesca e racconta l’intimo legame tra l’artista, Viggiù, luogo in cui è nata e cresciuta, e l’altro luogo cui si sente di appartenere: “un oltre” all’interno del quale la pienezza dell’esperienza visiva rivela i propri limiti, viene messa in crisi e superata.
Curata da Uno a Uno Project, la personale di Marioli deve il titolo a un frammento tratto dall’ Odissea omerica. Nel VI canto, Ulisse, naufragato sulle rive dell’isola di Scheria, viene soccorso da Nausicaa, figlia di Alcinoo, re dei Feaci, e da lei viene esortato a rivolgersi, non al sovrano stesso, ma alla sua sposa Arete: donna che, al pari di una dea, possiede un forte ascendente non solo sull’uomo, ma sul regno tutto. Ed è proprio grazie all’intervento decisivo di Arete che Ulisse riceve in dono la nave per riprendere in mano il proprio destino e la rotta per Itaca.
In questo senso la mostra apre un dialogo con il luogo ed assume nei confronti delle opere il ruolo della stessa Arete: l’identità mutevole e nomade delle opere di Marioli, che rimandano all’eterno, al coincidere, al sedimento che apre varchi, viene accolta anziché essere costretta all’arresto e dotata dei mezzi necessari al compimento del proprio viaggio.
Questo è evidente in Incontro n°3 (2018): due forme regolari in marmo bianco pesano sulla superficie quasi fisicamente ancorate al suolo : appaiono come un qualcosa di preesistente, immobile. Tale condizione è però smentita dalle loro cavità che invitano il pubblico a calzare le sculture e a muoverne i passi verso un orizzonte immaginario ed inedito.
Altrettanto interessante è il secondo significato che assume la parola “Arete” una volta accentata. Diviene Arête: una “lingua” di roccia sottile come una lama, un percorso sicuro sulla cresta della montagna all’apice dell’incontro tra due vallate.
La roccia, in particolare la pietra viggiutese, in virtù del suo valore affettivo e storico, rappresenta per Marioli uno dei materiali prediletti.
La mostra infatti pone l’accento anche sulla componente più biografica delle opere dell’artista che si legano inevitabilmente alle sue radici e ai suoi affetti e da queste si dispiegano: come se per intraprendere il cammino di esplorazione personale occorresse avere in primo luogo esperienza del mondo attorno.
Nell’installazione site-specific Fin che morte non ci separi (2016-2018) lunghi ed ampi rami recisi di diversi alberi sono tenuti insieme dal nastro adesivo e discendono dalla parete fino alla pavimentazione, prendendo forma in unico gigantesco fusto che abbraccia e invade la Sala Ottogonale della villa. L’opera, unita alle altre, richiama i luoghi del passato e prefigura quelli del futuro, concepisce un viaggio nel reale e oltre di esso. Ci induce a muoverci, ontologicamente, verso l’ignoto e la rigenerazione, ma anche ci spinge al ritorno, fino anche all’incontro con il conforto ultimo delle nostre origini.

Sara Marioli, nasce nel 1993 a Varese, Italia.
Attualmente vive e lavora tra Milano e Varese, Italia.

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Concept grafico di Pietro Leonardi

Foto di Alessio Tamborini

La mostra è sponsorizzata da : Comune di Viggiù, Villa Sassa Hotel & Residence Wellness & SPA (Lugano), Caffè Chicco D’oro, AIDO, e Associazione Amici dei Musei Civici Viggiutesi Enrico Butti

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(English version)

A thin layer of pink powder extends over the pavement of one of the rooms of Villa Borromeo (Viggiù), hiding the rich neoclassical decorations. Five circular sculptures have been slipped by the artist on that same powder – used for metal smelting – leaving, with their movement a universal message, echo of a speech about growth and inner overcoming. Here, introduced by the work Spiritualità (2014), the first solo show of Sara Marioli (Varese, 1993) begins: illuminated by the light of the day entering slightly through the windows.
Sul Palmo di Arête occupies three rooms on the ground floor of the nineteenth-century villa and tells the intimate relationship between the artist, Viggiù -place where she was born and raised- and the ”other place” she feels she belongs to: a place within which the fullness of the visual experience reveals its limits, is put in crisis and overcome.
Curated by Uno a Uno Project, Marioli’s solo show take his title from the Homeric Odyssey. In the 6th canto, Ulysses, shipwrecked on the shores of the island of Scheria, is rescued by Nausicaa, daughter of Alcinous, king of the Phaeacians, and she suggest him to ask for help, not to the sovereign himself, but to his wife Arete: a woman who, like a goddess, has a strong ascendancy not only on Alcinous, but the whole kingdom. And it is precisely thanks to the decisive intervention of Arete that
Ulysses receives the ship as a gift to take back his destiny and the route to Ithaca.
In this sense, the exhibition opens a dialogue with the place and takes on the role of the same Arete: the changing and nomadic identity of the works of Marioli, which refer to the eternal, to coincide, to the sediment that opens gates, are now accepted
instead of being forced to arrest and newly equipped with the means to complete their journey.
This is evident in Incontro n ° 2 (2018): two regular white marble forms weigh on the surface. Physically anchored to the ground, they appear as something pre-existing, immobile. This condition, however, is denied by their cavities that invite the public to put on the sculptures and move their steps towards an imaginary and unprecedented horizon.
Equally interesting is the second meaning assumed by the word “Arete” once accented. Becomes Arête: a “tongue” of rock thin as a blade, a safe path on the crest of the mountain at the apex of the meeting between two valleys.
And precisely the rock, in particular the Viggiutese stone, due to its affective and historical value, is one of Marioli favorite materials.
The exhibition places the accent on the most biographical component of the artist’s works that are linked to his roots and his affections and from these unfolds: as if to begin an exploration journey it’s necessary to have, first of all, experienced of theworld around .
In the site-specific installation Finché morte non ci separi (2016-2018) long and wide branches of different tree species are held together by adhesive tape and descend from the wall to the floor, becoming a single huge stem that embrace and invades the Ottogonal Hall of the villa. The work, combined with the others, recalls the places of the past and prefigures those of the future, conceiving a journey into reality and beyond it. It leads us to move, ontologically, towards nothingness and regeneration, but also pushes us to return, up to the comparison, with the estrangement and the encounter with the ultimate comfort of our origins.

Sara Marioli, was born in Varese, Italy, 1993.
Lives and works between Milan and Varese, Italy

 

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Graphic concept by Pietro Leonardi

Photos by Alessio Tamborini

The exhibition is sponsored by : Comune di Viggiù, Villa Sassa Hotel & Residence Wellness & SPA (Lugano), Caffè Chicco D’oro, AIDO, e Associazione Amici dei Musei Civici Viggiutesi Enrico Butti